giovedì 19 aprile 2018

La mia prima Tortilla

Tortilla n.1





Non avevo mai fatto una tortilla! Solo frittate: buone, buonissime , ma niente a che vedere con la consistenza , il sapore e la forma di una  vera tortilla. Provare per credere!
Questa è la prima sfida lanciata da Mai, vincitrice di MTC n. 71: preparare una tortilla classica, secondo le sue indicazioni(Qui).
Eccola, allora! Ci ho già fatto uno spuntino, ma ne resta più che a sufficienza per chi arriverà stanotte, affamato, e anche per domani, visto che per adesso il nostro nucleo familiare si è più che dimezzato.E' certo, però, che la tortilla sarà uno dei piatti da fare e rifare, da mangiare calda, tiepida, fredda, di ritorno dal mare, classica o con mille varianti. Stavolta non ho modificato neanche una briciola, proprio perchè desideravo avvicinarmi il più possibile all' originale: solo così, penso di poter essere credibile quando invece, come farò presto, la rivoluzionerò, così come richiesto da Mai. 
Unico elemento in più alla ricetta, questa volta, è una salsa agrodolce della mia infanzia, che rifaccio spesso ,con la profumatissima menta del mio balcone.

Ingredienti
(per una padella di 25 cm di diametro)

1 kg e 200 g di patate già lavate e pelate
11 uova ( sempre dispari, come dice Mai)
1 grossa cipolla dorata
olio evo 
sale






Procedimento

Tagliare grossolanamente le patate e porle a friggere in padella, con l'olio, a fuoco basso. Dopo una decina di minuti, aggiungere la cipolla, tagliata a jiulienne , e salare. Portare a cottura, facendo in modo che il tutto diventi croccante ma senza spappolarsi o bruciare.
Nel frattempo, rompere le uova in una grossa ciotola e sbatterle , salandole. Cotte le patate, versarle nella ciotola, evitando di versare anche l'olio ,aggiustare , se necessario, di sale , e rimettere tutto nella padella. Portare a mezza cottura, muovendo
spesso la padella e, prima che il composto si asciughi troppo, girare la tortilla, con l'aiuto di un coperchio o di un piatto del diametro adatto (Mai suggerisce di inumidire il piatto, per far scivolare meglio la tortilla).
Far scivolare nuovamente la tortilla nella padella e completarne 
la cottura, in maniera, però, che al centro rimanga giustamente morbida e rimboccandone i bordi con il dorso di un cucchiaio di legno. Al centro deve rimanere umida, "bavosa".
Ricapovolgerla sul piatto da portata e servirla con la salsa agrodolce.


Per la salsa agrodolce

200 g di passata di pomodoro
1 spicchio di aglio
un cucchiaino di zucchero 
50 g di aceto bianco
sale
olio evo 
foglie di menta fresca

Procedimento

Porre in un padellino l'aglio con poco olio solo per insaporirlo, senza permettere che bruci. Eliminarlo e versare la passata, aggiustando di sale.
Fare restringere una decina di minuti e poi unire lo zucchero mescolato all'aceto.
Far evaporare, aumentando il gas, ed infine aggiungere le foglie di menta fresca.
Si serve fredda.









Con questa ricetta partecipo a Mtc n. 72

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mercoledì 4 aprile 2018

Montanare o, meglio, Pizzelle fritte


Montanare o, meglio, pizzelle fritte


per The Recipe-tionist










Le avevo assaggiate per la prima volta anni fa, quando avevo ancora i bambini che gironzolavano in cucina aggrappandosi alle mie gambe quando solo avevo l'intenzione di mettermi ai fornelli.
Quel pomeriggio era passata da noi Alberta, la simpaticissima napoletana,e carissima amica, che a quei tempi abitava ancora sul nostro pianerottolo.
E le ha preparate.
Ricordo perfettamente il piacere provato al primo assaggio, e lo stupore per la semplicità del piatto, ma non ho più provato a rifarle, non so poi perché.
Forse perché a volte si ha paura di rovinare il ricordo che abbiamo di un momento gioioso con una realtà che neanche si avvicina all'originale...
Ma stavolta, i presupposti c'erano tutti: la ricetta di un'amica,Vale,
la voglia di giocare , con The recipe-tionist di Aprile , e una meravigliosa bimba che mi si aggrappava alle gambe, Stella Lu, la mia nipotina.
E il momento di gioia e piacere condiviso si è magicamente ricreato!
Vale, non saranno perfette come le tue, ma hanno fatto un volo e ci hanno dato attimi di gioia.Ti pare poco?







Ingredienti

Per il lievitino:

80 g di farina forte(io 00)
40 g di acqua tiepida
7 g di lievito di birra


Per l'impasto

Lievitino (vedi sopra9
550 g di farina 
50 g di semola di grano duro
350 g di acqua
20 g di sale fino

Per il condimento

500 g di passata di pomodoro
1 spicchio di aglio 
olio evo
basilico
un cucchiaino di zucchero semolato
sale fino qb
olio di arachidi per friggere
parmigiano reggiano 24 mesi

Procedimento

Impastare il lievito di birra insieme alla quantità di farina ed acqua indicata per il lievitino e mettetelo a lievitare in un posto tiepido coperto da un canovaccio umido o pellicola per alimenti per 30 minuti
In una capiente ciotola versate le farine e tutta l’acqua.
 Impastate velocemente con un cucchiaio fino a quando tutta la farina sarà assorbita. Non dovete impastare per ottenere una palla di impasto, ma giusto per non lasciare farina asciutta.
 Aggiungete il lievitino spezzettato e impastate ancora per un paio di minuti.
  • Aggiungete il sale e 1-2 cucchiai d’acqua per aiutarne l’assorbimento e continuate ad impastare fino a quando l’impasto non sarà liscio, circa 10 minuti.
    Coprite con un canovaccio umido o pellicola per alimenti e mettete a lievitare per 30 minuti.

  • Trascorso il tempo prelevate l’impasto dalla ciotola e disponetelo sulla spianatoia leggermente infarinata. Fate un giro di pieghe a tre e rimettetelo in ciotola a lievitare. Dopo 30 minuti ripetete il giro di pieghe. Dopo il secondo giro di 3 pieghe, lasciar lievitare l’impasto per un’ora.
    Sgonfiate l’impasto e pesate tanti pezzi da circa 100-110 g. Prendete ogni singolo pezzo e preparate delle piccole palline disponendole su una teglia/spianatoia/vassoio infarinati, spolverate di farina, e coperte con un canovaccio umido per farle lievitare fino al raddoppio. Ci potranno volere, a seconda del lievito usato, dell’umidità in casa e della temperatura, dalle 2 alle 4 ore.
  • 3)
    Prendete una pallina e schiacciatela leggermente e uniformemente in modo da creare un disco dallo spessore uniforme. Schiacciate nuovamente ma questa volta solo al centro, cercando di creare un “incavo” abbastanza pronunciato ma senza assottigliare troppo la pasta.In una pentola alta per una frittura per immersione, mettere a scaldare l’olio di semi. Quando l’olio sarà arrivato in temperatura (170°) prendete la pizza e fatela friggere fino a doratura prima da un lato poi dall’altro.
    Scolate su carta assorbente, conditela con un cucchiaio di salsa di pomodoro, un po’ di parmigiano e una foglia di basilico e servite .










Con questa ricetta, partecipo a

martedì 3 aprile 2018

Mono pies di pasta al forno

Mono pie di pasta al forno 






Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ieri era il Lunedì di Pasqua,e qui a Messina il sole splendeva e non c'era neanche vento: una splendida giornata primaverile, perfetta per un picnic.
Era anche il 3 aprile, giornata in cui le Pie Donne hanno deciso di festeggiare l' Easter Pie Night, quindi eccomi con la mia mini pie:
uno scrigno croccante racchiude una porzione di pasta al forno, classico piatto della tradizione culinaria messinese, ma servito in  pirofile monoporzione, perfette da trasportare e servire anche in occasione di un picnic.
L'idea era di creare, con la decorazione, qualcosa che ricordasse le uova di Pasqua, quindi ho usato pirofile ovali e ho cercato di richiamare il fiocco e le decorazioni delle uova di cioccolato.
Per la ricetta della pasta, ho usato quella già postata Qui , semplicemente eliminando dagli ingredienti le melanzane, che non uso mai fuori stagione,e la "concia",essendo stavolta la croccantezza assicurata dal rivestimento di pasta brisé.







Per la brisé:

300 g di farina 00
150 g di burro
1 uovo
una cucchiaiata di acqua fredda
un pizzico di sale
un pizzico di cannella (facoltativo)

Mescolare velocemente la farina ed il burro a pezzetti , poi unire l'uovo e gli altri ingredienti, aggiungendo l'acqua a poco a poco.
Formato un panetto porlo  a rassodare al fresco almeno per trenta minuti, e poi, steso sottilmente, utilizzarlo per rivestire le pirofile di pasta al forno.
Decorare a piacere, infornare a 180 gradi e servire, anche tiepide.
Se si preferisce servire le mono porzioni a tavola, si consiglia di accompagnarle con il ragù in salsiera, o anche con una salsa di formaggio.





venerdì 30 marzo 2018

Panini di cena

Pani 'i cena

I panini del Giovedì Santo di Messina

La mia versione senza strutto 




Se si assaggiano, non si scordano. Una volta , a Messina i panettieri ed i pasticcieri li preparavano soltanto nel periodo quaresimale e, in particolare, il Giovedì Santo.
Pare infatti che riportino al pane spezzato da Gesù durante l'Ultima Cena .
Oggi , invece, è possibile trovarli nei panifici per tutto l'anno, Ideali , per la loro morbidezza, per esser mangiati così, o farciti con cioccolata  o anche un ripieno salato, da portare a scuola o per un break goloso in ufficio.
Sarà che io sono troppo legata alle tradizioni, ma non penserei neanche per scherzo ad acquistarne uno fuori periodo pasquale , figuriamoci a farli...
Ieri era proprio il Giovedì Santo, e mi è venuta voglia di prepararli, non fosse altro per avere la casa inondata da quel profumo indescrivibile, misto di spezie e pane caldo, che li contraddistingue. Sono gli odori , per me, i più potenti stimolatori di emozioni e ricordi, ed i panini di cena mi riportano, istantaneamente, a momenti di Pasque familiari, a sacchetti del pane quotidiano da cui era festa se ne sbucavano un paio, a Lunedì dell'Angelo da amici cari dove per merenda si farcivano con la cioccolata delle uova...
Dal desiderio di mangiarli a pesarne gli ingredienti, è stato un attimo; ho provato una versione senza strutto, usando solo olio di girasole biologicoe non ho usato farina Manitoba ; mi hanno soddisfatto, venendo comunque morbidissimi..
Alla mia  prima nipotina, Stella Lu, sono piaciuti molto.

Ingredienti

500 g di farina 00
80 g di olio di semi di girasole biologico
250 g di acqua
150 g di pasta madre o un cubetto di lievito di birra
50 g di zucchero
10 g di sale
4 gocce di essenza di chiodi di garofano
un pizzico di noce moscata in polvere
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
semi di sesamo
un uovo e poco latte per spennellare


Procedimento

 Fare la fontana  con la farina,  porre al centro il lievito , l'olio e gli aromi, cominciando a versare, a poco a poco, l'acqua, sciogliendo il lievito. Incominciare ad impastare, aggiungendo l'acqua fino ad ottenere un composto morbido ma non appiccicoso.
Porre l'impasto a lievitare fino al raddoppio, ben riparato da correnti d'aria, in una ciotola coperta da pellicola.
Tenere presente che i tempi di lievitazione saranno maggiori se si userà il lievito madre.
Una volta lievitato il composto, ricavarne un filone, che andrà diviso in parti di 75/ 80 grammi ciascuno.
Sagomarli a panino, pirlandoli, e porre di nuovo a lievitare. Dopo almeno una trentina di minuti, pennellarli con l'uovo battuto con il latte e  capovolgerli in un vassoio nel quale si sarà posto il sesamo, coprendone abbondantemente la superficie.
Infornare a 200° per una quindicina di minuti, o fino a quando appariranno giustamente bruniti ed il loro profumo vi avrà ormai sopraffatto.



giovedì 29 marzo 2018

Tart con verdure primaverili e ricotta

Tart con verdure primaverili e ricotta









Ecco la Recake di marzo!

Una torta salata ideale per la primavera incipiente, perfetta sulla tavola di Pasqua o ai primi picnic sull'erba. E non è il solito "mappazzone",anzi: la pasta phillo regala la sua friabilità e leggerezza e la ricotta con le prime verdure primaverili è un abbinamento che non stanca mai, tanto più se unita al pecorino e ad un pizzico di aglio, come qui.
Insomma, non ci sono scuse per non provarla. Io ho scelto di fare home made la pasta phillo, che richiede solo un po' di tempo in più ma vuoi mettere la soddisfazione...
Al posto dei carciofi della ricetta ho usato le prime zucchine, e al posto del porro i cipollotti, le cui foglie mi sono servite, intrecciate, anche come elemento decorativo.
Stasera arriveranno, per le vacanze pasquali, mia figlia Giulia con il compagno e la piccola Stella Lu, e, essendo loro vegetariani, la tart sarà perfetta da servire.


**Ricetta tratta dal blog Proud Italian Cook**

Ingredienti
  • Per una teglia rettangolare di 30x19 cm(io quadrata di 20 cm di lato)
  • 500 g di ricotta
  • 1 uovo
  • 1 spicchio di aglio finemente tritato
  • una manciata di basilico fresco
  • 20 g di pecorino grattugiato
  • 20 g di fontina grattugiata
  • 25 g di Asiago grattugiato
  • 8 fogli di pasta phillo
  • 1 mazzetto di asparagi
  • un  porro (io due cipollotti di 150 g)
  • 60 g di fave (o piselli)
  • 4 carciofi (io 200 g di piccole zucchine)
  • 150 g di pomodorini
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extravergine di oliva

  • Per la pasta phillo:
  • 150 grammi di manitoba (io farina 0)
  • 80 ml di acqua calda
  • 3 cucchiaini di olio evo
  • ½ cucchiaino di sale
Procedimento

Preparate la pasta phillo.
  1. Mettete nella planetaria tutti gli ingredienti e impastate finché non avrete ottenuto un bel panetto elastico (io, viste le quantità minime, ho preferito lavorare a mania mano).
  2. Formate una palla, coprite con pellicola e fate riposare almeno per un'ora.
  3. Riprendete la pasta e dividetela in 5 palline da 45 grammi.
  4. Stendete una pallina alla volta, molto sottilmente. Se usate l'Imperia passate la pasta una volta a 4, una a 2 e una volta a 1. Dovrete ottenere 5 strisce da 45x15 cm.( Io, una volta stesa allo spessore minimo, l'ho ulteriormente assottigliata tirandola con il dorso delle mani. Si lavora benissimo).
  5. Preparate la tart.
  6. Pulite i carciofi, tagliateli a spicchi e metteteli in acqua acidulata.( io ho affettato e saltato velocemente le zucchine in poco olio) Tagliate i pomodorini a metà e conditeli con un pizzico di sale.
  7. Lessate le fave per qualche minuto in acqua salata, scolatele ed eliminate la pellicina. Tagliate gli asparagi mettendo le punte da parte e tagliando a tocchetti il resto. Lessate anche questi per qualche minuto, scolateli e mettete le punte in acqua e ghiaccio (per mantenere il colore più brillante). Affettate il porro(io i cipollotti), quindi mettetelo in padella con un bel giro d’olio. Aggiungete i carciofi(io le zucchine) ,le fave e gli asparagi a tocchetti. Regolate di sale e pepe.
  8. In una ciotola riunite la ricotta, il pecorino, l’Asiago, la fontina, il basilico, l’aglio e le uova. Regolate di sale e pepe. Mescolate finché non è tutto ben amalgamato. Unite anche metà delle verdure spadellate in precedenza.
  9. Ungete con l’olio un foglio di pasta phllo e mettetelo nella teglia rivestendo anche i bordi, quindi sovrapponete con il secondo, ungete e proseguite così fino all’ultimo foglio.
  10. A questo punto, versate la ricotta sulla pasta fillo e livellate bene.
  11. Disponete sopra la ricotta le verdure rimaste, le punte degli asparagi e i pomodorini.
  12. Completate con un giro d’olio e, se volete, una manciata di pecorino.
  13. Cuocete in forno caldo a 200 gradi e controllate dopo 15 minuti. Il guscio dovrà essere dorato e croccante. Qualora dovesse dorarsi troppo, coprite con un foglio di alluminio.
  14. Sfornate e servite tiepida o fredda











martedì 27 marzo 2018

I miei "Quindim" per Il Club del 27

I miei "Quindim" per Il Club del 27


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Il club del 27
Tessera Club del 27



Si preparano in cinque minuti e sono perfino glutenfree .
Basterebbe questo per convincersi a farli. Se poi si assaggiano, con quel sapore esotico che sa di sole e di Brasile, è fatta.
Li farete e rifarete.
Soprattutto se amate il cocco, che ne è l'ingrediente portante. Io li ho scoperti grazie a Il club del 27 ,che nel girotondo di ricette che ci vede cucinare insieme, come in una di quelle antiche cucine dove si chiacchiera, si scherza, si lavora insieme,li proponeva fra tante altre leccornie che vedono le uova protagoniste.
Se voleste dare uno sguardo alle meraviglie suggerite, date uno sguardo QUI.

Ingredienti

240 g di zucchero a velo
30 g di burro
12 tuorli
una lattina di latte di cocco da 230 g
80 g di farina di cocco
un pizzico di sale
zucchero a velo e burro per rivestire gli stampi


Procedimento

Accendere il forno e portarlo a 175°.
Imburrare e cospargere di zucchero a velo, eliminando l'eccesso, gli stampini( vanno bene quelli da muffins o da créme caramel).
Montare con le fruste elettriche i tuorli con il burro e lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Unire  il latte di cocco ed in seguito la farina di cocco ed il sale, continuando a mescolare per amalgamare bene.
Versare il composto in dodici stampini quasi fino all'orlo e disporli in una teglia che li contenga tutti.Con l'aiuto di una brocca, versare acqua all'interno della teglia fino a raggiungere la metà dell'altezza degli stampini e cuocere in forno per 25 minuti.
Sfornare, passare la lama di un coltello lungo la circonferenza dei Quindim e sformarli su un tagliere ricoperto da pellicola.
Servire ben freddi, ponendoli su di un vassoio o su un piatto di servizio.











sabato 24 marzo 2018

Afternoon tea a Taormina con Lady Florence

Afternoon  tea a Taormina 

con Lady Florence





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Con questa ricetta partecipo a MTChallenge n. 71 e ringrazio la vincitrice  di Mtc n. 70, Valeria Caracciolo per avermi dato l'oppotunità di conoscere un mondo così ricco di tradizioni e fascino come quello che circonda l'afternoon tea.




Nunziatina si era alzata all'alba, come sempre. Ma stavolta c'era un motivo in più a buttarla giù dal letto al cantare del gallo:la Signora, anzi Lady, come voleva essere chiamata, aveva espresso il desiderio di avere almeno per una volta, un tè all'inglese.
Avrebbe ricevuto un ospite speciale, quel pomeriggio, e voleva che stavolta si servisse un vero afternoon tea.
Nunziatina era brava a servire , lo faceva da sempre, come prima sua madre, e Lady Florence l'aveva presa a benvolere,tanto da insegnarle il ricamo,ma anche tutte quelle finezze che solo in Inghilterra si usavano, e solo presso la corte reale.
La giovane si sentiva onorata della predilezione della sua Signora, ma stavolta stava proprio esagerando: era più di una settimana che le ripeteva le regole per servire un vero tè all'inglese, e come tutto dovesse essere elegante e preciso, e quanto ci tenesse a che tutti rispettassero alla lettera le sue indicazioni.
E passi per l'orario , che non doveva superare le cinque dopo mezzogiorno, passi per l'apparecchiatura, perfetta come non mai, passi per le precise regole del servizio...ma quello che Nunziatina non condivideva era la scelta di accompagnare il tè eslusivamente con ricette inglesi.
Era proprio più forte di lei, non riusciva , pur essendo ormai molto brava in cucina, a non aggiungere , togliere o modificare almeno un ingrediente alle ricette della tradizione inglese che Lady le aveva dato fin dall'inizio del suo servizio.
Taormina era un piccolo paese siciliano, e non era certo facile procurarsi tutti quegli ingredienti che la Signora riteneva scontato trovare sulla sua tavola. Nunziatina cercava di esaudire ogni suo desiderio,ma stavolta era proprio impossibile riuscirci, anche se ce l'avrebbe messa tutta per soddisfare chi si era dimostrata così buona nei suoi confronti.
Lady Florence era benvoluta ed amata da tutta Taormina,perché fin dal suo arrivo aveva portato solo lavoro e benessere, oltre a bellezza. Amava gli animali ed era una grande appassionata di giardinaggio , il suo grande giardino era un tripudio di piante esotiche e di costruzioni orientaleggianti che non si poteva non stare ad ammirare a bocca aperta. Era gentile con tutti, ed aveva persino regalato la dote ad un gruppetto di giovanette taorminesi, di cui naturalmente Nunziatina faceva parte.E certo la giovane cuoca non voleva dar credito alle malevoli voci che volevano Lady Florence esiliata ormai da anni in Sicilia dalla Regina Vittoria, per una presunta relazione con il cugino, principe Edoardo...
No, a Nunziatina non interessava. Solo, era curiosa di scoprire chi potesse essere l'ospite misterioso della sua Signora.
Intanto, si era messa all'opera nella grande cucina che si affacciava sul mare di Isola Bella. Avrebbe preparato dei biscotti, delle focaccine, una crostata.,dei tramezzini. Forse era meglio dividere il lavoro in due parti: avrebbe preparato prima i biscotti e la crostata e solo in una seconda fase le focaccine inglesi ed i tramezzini che le aveva insegnato la sua Signora.
La crostata  avrebbe richiesto la confettura di lamponi, ma lei, che non si era mai allontanata dalla sua terra, neanche sapeva come fossero fatti , i lamponi,e allora meglio usare quella marmellata di amarene che aveva preparato lei stessa con i frutti siciliani.
Mentre, per aromatizzare i biscotti, avrebbe usato la scorza dei mandarini che numerosi circondavano, profumatissimi, la villa. E,magari, anche quei bergamotti che dalla vicina Calabria le aveva portato Peppineddu,un giovane garzone che le faceva gli occhi dolci da un po'.
Era riuscita a procurare un poco di burro, ma se lo era scordato accanto al camino... la sua speranza era che nessuno si accorgesse che sapeva di fumo. La  marmellata di fragole era della stagione precedente, e avrebbe provato a darle più sprint con il marsala e qualche fiore di zagara.
Ecco, era tutto pronto, perfetto! La Signora era contenta e... ma non era il bel veterinario del paese che si avvicinava lungo il viale dei gelsomini?



Nota: in questo post mi sono fatta ispirare, con un po' di fantasia, da un personaggio realmente vissuto a Taormina, Lady Florence Trevelyan, grande viaggiatrice, ornitologa e amante del giardinaggio. A lei è intitolato oggi il Giardino Comunale, che una volta era il suo giardino personale, da lei arricchito di piante ed alberi allora rari in Sicilia, quali il Cercis Siliquastrum o Albero di Giuda (i cui ramoscelli, insieme alla zagara, ornano con i loro  fiori rosa il mio afternoon tea).Sembra davvero che fosse stata allontanata dalla corte inglese della regina Vittoria per un presunto idillio con il principe Edoardo...
 A Taormina si innamora del professore Salvatore Cacciola, che sarà sindaco della città per diversi anni, e lo sposa  nel 1890.
 E' lui l'ospite segreto , nel mio post.
 Si narra che Lady Florence  fosse talmente benvoluta dai taorminesi, che al suo funerale uno stuolo infinito di giovani donne (a cui aveva regalato la dote) e contadini con la zampogna ( che lei amava in quanto le ricordavano le cornamuse scozzesi), avesse accompagnato il suo ultimo cammino fino a Castelmola, 15 chilometri sopra Taormina, dove aveva scelto di essere sepolta, sul Monte Venere.

Con questa ricetta partecipo a MTChallenge n. 71 e ringrazio la vincitrice  di Mtc n. 70, Valeria Caracciolo per avermi dato l'oppotunità di conoscere un mondo così ricco di tradizioni e fascino come quello che circonda l'afternoon tea e, naturalmemte, Lady Florence.



Ho scelto un tè che amo molto, un Earl Grey che, senza limone e zucchero, non smette ancora di affascinarmi, con il suo lieve aroma di bergamotto.



Maltawais al mandarino
(da una ricetta di Martha Stewarth)

Ingredienti

85 g di burro freddo
20 g di zucchero a velo
la buccia grattugiata di due mandarini
il succo di un mandarino
120 g di farina
un cucchiaio di maizena
un pizzico di sale
zucchero a velo

Procedimento

Montare con le fruste elettriche il burro con lo zucchero,per almeno cinque minuti.
Unire la buccia ed il succo degli agrumi, il sale e , a poco a poco la farina mescolata alla fecola . Si otterrà un composto morbido che andrà sagomato, con l'aiuto di un foglio di carta di forno,a forma di rotolo dal  diametro di circa 4 cm.
Porre il rotolo, ben avvolto nella carta, in freezer per almeno trenta minuti e poi , tolta la carta, affettarlo in dischi di circa un centimetro di spessore.
Infornare a 180°per 12/14 minuti. Non devono colorire.
Una volta freddi,servirli cosparsi da abbondante zucchero a velo.


Shortbread al bergamotto

Ingredienti

200 g di farina
100 g di burro
50 g di zucchero
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un bergamotto 

Procedimento


Unire il burro , freddissimo ed a pezzetti, alla farina, in maniera da ottenere un composto sbriciolato.
Aggiungere lo zucchero a velo , la buccia grattugiata del bergamotto e il sale, impastando fino ad ottenere un composto omogeneo.
Avvolgere in pellicola trasparente e porre in frigo per almeno trenta minuti.
In seguito , stendere l'impasto a forma di rettangolo, aiutandosi ponendolo fra due fogli di carta da forno,e dando uno spessore di un centimetro.
Tagliare i biscotti a forma di rettangolo ,bucherellarli con una forchetta ed infornarli su una placca ricoperta da carta da forno, a 180 ° per una quindicina di minuti. 
Non devono assolutamente colorire.





English muffins

(di Lorraine Pascale)
io Qui

Ingredienti

575 di farina 0
un cucchiaino di sale
7 g di lievito secco(io un cubetto di lievito di birra)
2 cucchiaini di zucchero di canna
150 ml di acqua tiepida
175/225 di    latte a temperatura ambiente
olio per ungere
(io solo padella antiaderente)

Procedimento



Porre in una ciotola la farina, lo zucchero e il sale, fare la fontana e porre il lievito al centro, cominciando a versare i liquidi e mescolando dapprima con un cucchiaio di legno, e dopo con le mani, per una decina di minuti.
Far lievitare in un luogo riparato, fino al raddoppio.
Una volta lievitato, stendere l'impasto allo spessore di 1,5 / 2 cm, tagliare con un coppapasta della misura desiderata i muffins e farli cuocere, 4 per volta, in una padella antiaderente, 4 minuti per parte.
Regolate la fiamma in maniera da cuocere bene l'interno dei muffins. Si servono tagliati a metà e con un velo di burro (io affumicato e al basilico) e marmellata di lamponi (io fragole al Marsala) ,eventualmente prima tostandoli in forno o di nuovo in padella.

Burro " al fumo" ed al basilico
Per il burro affumicato, ho seguito la procedura dell'affumicatura a freddo di Greta, per quello al basilico ho semplicemente unito poco basilico tritato al burro morbido e poi li ho sagomati, da freddi, con un coppapasta a forma di stellina.









Bakewall tart

Per la frolla

200 g di farina
100 g di burro 
50 g di zucchero
la buccia di un limone grattugiato
2 tuorli

Per il ripieno


150 g di burro
150 g di zucchero
2 uova
150 g di farina di mandorle
50 g di mandorle a lamelle
la buccia grattugiata di un limone
4 cucchiaiate di marmellata di amarene
zucchero a velo

Procedimento
Preparare la frolla, unendo prima il burro allo zucchero, in maniera da ottenere un composto sbriciolato, con le punte delle dita.
Fare la fontana, unire lo zucchero,la scorza grattugiata ed i tuorli, impastare velocemente, con movimenti dall'esterno verso l'interno e formare un panetto che andrà posto, ben coperto da pellicola, in frigo. Dopo il riposo, stenderla con il mattarello all'altezza di mezzo centimetro e foderare la teglia, ponendola di nuovo in frigo
Preparare la farcia, montando prima il burro con lo zucchero, e poi unendo le uova, una per volta, la farina e la scorza grattugiata.
Coprire il fondo della frolla , tirata fuori dal frigo, con la marmellata e versarci sopra il composto. 
Infornare a 180°e far cuocere per una ventina di minuti. 
Sfornare, cospargere con le lamelle di mandorle ed infornare ancora per pochi minuti.
Servire, fredda, cosparsa di abbondante zucchero a velo.






Fiori di zagara e ramoscelli di Albero di Giuda,alberi presenti nel parco di Lady Florence